Pagina:Bertini - Guida della Val di Bisenzio, Prato, Salvi, 1892.djvu/10

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Il prof. Bertini ebbe pel primo l’idea di questo tributo doveroso alla memoria del grande scultore di cui molti nella nostra valle ignoravano perfino il nome.

L’epigrafe bellissima fu scritta da Cesare Guasti che in tal genere di composizioni superò l’illustre concittadino Luigi Muzzi che pur fu detto il principe dell’epigrafia moderna.

Il povero Bertini con le cure più indefesse ed intelligenti, con una alacrità ammirabile tutto dispose perchè l’inaugurazione riuscisse solenne e degna dell’uomo che si commemora. Ma egli non potè veder compiuta l’opera sua, perchè fu spento prematuramente da atroce malattia nel 6 agosto 1886, e la festa inaugurale ebbe luogo il 24 luglio 1887 col concorso degli alpinisti di Firenze e di Bologna.

Fin da quel giorno la Stazione si riconobbe moralmente obbligata a dare un pubblico attestato d’affetto e riconoscenza alla memoria del suo benemerito fondatore e direttore, dell’ottimo insegnante, del dotto ed operoso alpinista, dell’intemerato cittadino.

Parve alla Società di sodisfare degnamente a quell’obbligo col pubblicare una seconda edizione della Guida della Val di Bisenzio scritta dal Bertini fino dal 1881. È un lavoro sotto ogni riguardo pregevole, per l’aurea schiettezza e semplicità di lingua — veramente toscana — con cui è scritto, per la precisione degli itinerari, per la copia delle notizie che l’adornano pel metodo facile e razionale con cui è compilato.