Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 12, 1800.djvu/46

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42 Lettere

lora nel mondo, dentro al seno della poesia. Dante è stato grand’uomo a dispetto della rozzezza de’ suoi tempi e della sua lingua. Ma ciò non fa ch’egli sia per ogni studioso un autor classico, dopo sorti tant’altri migliori, in grazia d’alcune centinaja di bei versi, come noi fu Ennio in Roma dopo comparsa l’eneida, se ardisco pur dirlo.





LETTERA III.

AGLI ARCADI.

Eravam ragunati Greci e Latini per leggere dopo Dante alcun maestro poeta d’Italia, che col suo stile ci consolasse dell’incoltezza deforme della divina commedia; ed io già stava per cominciare, quando improvviso levossi e gridò Giovenale.

Nec mi aurum posco, nec mi pretium dederitis
Nec cauponantes bellum, sed belligerantes...

e seguia pur con tai versi, e con papiri