Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/312

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308 Note.

^o3Noti.

vera barbarie in letteratura,- io dirò sempre, che un privilegio è questo d’una nazione sopra dell’ altre, e eh’ ella naturalmente ha miglior indole per imitar là natura con fedeltà, con verità, con quella grazia, e delicatezza, che la ragione approva ed ama, e che tosto o tardi è riconosciuta per. 1’ unica, e vera da tutte le colte nazioni. E per ¡sfuggire i contrasti soggiugnerò quanto a’ francesi, che io parlo principalmente di poesia, non sembrandomi tale quella de’ l’Ulon ’, de’ Chartier, de’ Giovanni de Meun, e d’ altri simili prosatori in rime, come furono i nostri Guinicelli, e Jacaponi, e G bit ioni d’ Arezzo, che non dirò mai poeti. Ma parlando di storia eziandio, d’eloquenza, o d’altro, i nostri primi storici sono di gusto sano, come i nostri oratori, e predicatori, che quantunque sino a Segneri fosser tutti meschini, pur non mai giunsero alla profanazione de’ MaiHard, de5 Mcnot, e degli André nel gusto insieme, e nel decoro della sacra eloquenza.

Sappiam pure i meriti rari della signora Nauber-, che tentò di purgare, e in parte vi ria» £