Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 7, 1799.djvu/17

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la nostra condotta agl’insegnamenti degli scrittori. Questi intendono di dar leggi per condurre ia vita, e per invaghire della virtù, rappresentando ne’ loro scritti coloro, che la possedettero nel più alto grado; o almeno di mettere orror de’ vizj, color descrivendo, che per essi hanno avuta l’infamia, e il nome di scellerati. Sicchè giova soprattutto di riconoscere nella storia le massime, i fatti illustri, i consigli de’ saggi che ponno esserne utili nelle medesime circostanze, in che il furono ne’ tempi andati, essendo il mondo una scena, che cangia i personaggi, ma non le cose. Le immagini, che ne lasciaron gli storici degli uomini eccellenti, debbonsi principalmente considerare per ricopiarle in noi stessi, e farci simili a loro, dove e meglio, e per fuggire il contrario. Il riscontrare cogli esempli degli antichi l’esperienza de’ presenti è il frutto della storia. Dunque per dirittamente conoscer quelli è mestieri entrar addentro de’ fatti narrati, e spiarne l’origine i progressi l’esito i morivi le cagioni e le circostanze, per cui prudenti appaiono, o imprudenti gli an-

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