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XXVIII.

Da Castiglione a Porretta

Si scende dal Castello al Brasimone; si varca il ponte di legno e si sale alle Mogne. Raggiungiamo poi la Serra del Zanchetto; si discende a Custoza — nome infausto agli Italiani! — sulla Limentra di Treppio, si traversa questa al ponte di Castrola, si sale a Castel di Casio, a Campovecchio e scendiamo a Porretta, presso la stazione ferroviaria.

È in buona parte costrutta la via obbligatoria comunale, Porretta — Casio — Suviana — Badi.

È Porretta, un caro gioiello delle nostre montagne, sede antichissima di bagni termali, e nell’evo antico1, e nel medio2, e nei tempi moderni, ed oggi tenuti altamente in onore. Così indubbiamente avverrà per l’avvenire perchè le acque porrettane non debbono il loro nome alle arti di verbosi e molte volte



  1. Credesi fondatamente che gli antichi, i Romani almeno, conoscessero queste terme. Si son trovate monete, idoletti, grotte sudatorie, che rimontano all’epoca romana.
  2. Machiavelli NiccolòLa Mandragora.
    Mazzei Ser Lapo. Lettere a Francesco di Marco Datini edito da Cesare Guasti. Prato.