Pagina:Bianchi-Giovini - Biografia di Frà Paolo Sarpi, vol.2, Zurigo, 1847.djvu/84

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76 capo xix.

leggendo degli Uscocchi inalzerà il pensiero a considerare che forse tali erano i Romani o le città greche de’ secoli remoti; certo, se non avessero avuto un nemico così irreconciliabile come Venezia, sarebbero divenuti una repubblica di formidabili pirati; e se avessero avuto migliori leggi, o il tempo di conoscerne il bisogno e il pregio, una potente e gloriosa repubblica.

Nissun governo era così metodico e grave come quello di Venezia. Volendo che ogni suo atto apparisse fondato sulle regole della giustizia, non imprendeva cosa di momento senza udir prima il parere de’ suoi Consultori: ottimo divisamento per persuadere la moltitudine, la quale, benchè composta di nobili, si può supporre senza ingiuria che molti per intelligenza non fossero gran che superiori alla plebe. Del resto ciascuno ha i suoi pregiudizi, e felice quel governo che sa bene guidarli. Così volendosi far lega con Grigioni ed Olandesi protestanti, ad appagare la coscienza dei deboli, il Collegio propose al consultore Frà Paolo la questione se era lecito a principe cattolico di collegarsi con eretici. Il lettore s’immagina già la risposta, e che fra le altre prove non ha dimenticato l’esempio di molti pontefici, e in particolare di Giulio II e di Paolo IV che si allearono coi Turchi per combattere i cristiani.

Alla materia degli Uscocchi fu aggiunta dall’Austria quella del patriarca di Aquilea. Il territorio di questa città, di cui più non esistono che poche rovine, apparteneva feudalmente al patriarca, sovranamente alla Repubblica dopo che si ebbe conqui-