Pagina:Bini - Scritti editi e postumi.djvu/357

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

PROMETEO


DI LORD BYRON



Titano! tu con gli occhi immortali vedesti nella trista loro realtà gli affanni umani, come cose che mal si trascuravano dagli Dei; ma qual era il premio della tua pietà? Un soffrire tacito, intenso; la rupe, l’avvoltoio, e la catena; – tutto il dolore che possono sentire i superbi, tutta l’agonia che non rivelano mai, – quel senso soffocato d’angoscia, che non parla fuorchè nella sua solitudine, e teme geloso, che il cielo non abbia un orecchio per ascoltare, nè vuol sospirare finchè la sua voce non sia rimasta senz’eco.

Titano! a te fu data la lotta tra il soffrire e il volere, cose che tormentano in quella parte che non può morire. E il cielo inesorabile, e la sorda tirannia del Fato, il principio dominatore dell’odio, che per suo trastullo crea le cose che può annientare, ti rifiutarono la sorte del morire: – un miserabile do-