Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/130

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

lorenzini cav. augusto

fetto, che per lui nutriva nel seno, tanto fu il dolore che la vinse, che cadde repente come corpo morto, e sollevatala non era più che una infelice colpita d’apoplessia, onde s’incamminava ormai verso l’eternità del sepolcro. — Più sanguinosa della ferita fisica, fu la ferita morale, che per tanta disavventura trafisse il cuore del Lorenzini, nè per volger di tempo e di circostanze potrà rimarginare più mai. — A lui trema sul ciglio la lagrima, e parte affannoso il sospiro dal petto, allorquando della donna che ha perduto ricorda il caso pietoso, e nel santuario dell’anima sua l’adora sempre come un angelica creatura, che troppo presto si dipartì dal suo fiancò lasciandolo nel più desolante cordoglio. —

Il 20 settembre 1870 giungeva come il giorno della lunga aspettazione, come un sorriso di Dio, come la gioia più cara di tutta Italia. — Roma era redenta, nè il veto del terzo Napoleone era a temersi, chè una severa giustizia del fato lo trascinava lontano dal soglio sotto i piedi dello scettrato di Prussia. —

Gli esuli romani quindi tornavano a Roma siccome al seno di una madre, ed il Lorenzini, che bellissima aveva la fama di patriotta, chiarissimo il nome per la intelligenza elettissima, ed essendo nelle cose d’amministrazione versato era dai propri concittadini scelto Consigliere comunale in Campidoglio. — Ma poiché vedeva non proceder bene la trattazione degli affari comuuali, stimò conveniente insieme ad altri dimettersi. —

Egli fè parte della deputazione de’ pubblici spettacoli, ed è Sotto-Capo dello Stato Maggiore della guardia nazionale, e a questo ufficio intende con ogni interessamento e sollecitudine. — Con ispecial cura poi si dedica all’amministrazione delle proprie fortune, e si tiene pronto, ovunque lo chiami il bene del proprio paese. —

Il Lorenzini fu onerato delle medaglie commemorative le patrie battaglie, e delle decorazioni dei s.ti Maurizio e Lazzaro, e della Corona d’Italia, e noi vorremmo certamente che soltanto così degni petti adornassero. —

Potremmo ancor ragionare delle virtù che distinguono il Lorenzini, ma noi le compendieremo nel dire, essere egli cittadino onestissimo, liberale sincero, amministratore eccellente, e d’ogni più bella dote della mente e del cuore adorno, e compiamo nostro ufficio storico, raccomandandolo alla perpetua memoria, e presentandolo come uno degli uomini, della cui opera potrà averne utilità grandissima, ed il Comune e la Nazione. —



Tip. Tiberina Piazza Borghese.

Riccardo Fait — Editore.