Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/169

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pianciani conte luigi

per le dogane. - Eccoci all’epoca dei nomi. - Nel 1847 i cittadini di Spoleto votando con grande maggioranza il nome di Luigi Pianciani, venne desso indicato per Gonfaloniere sotto il ministero Mamiani: il tempo precipitava, chi voleva un nome doveva farsi innanzi, e Pianciani lasciato il posto di Gonfaloniere si fece soldato; eletto maggiore nello Stato maggiore del generale Zucchi, rinunziò, per partire alla difesa di Venezia in qualità di capitano. Ritornò ad aver nomina di maggiore nel 3° reggimento dei volontari, poi divenne colonnello del medesimo, fu posto al comando del distretto di Badia nel Veneto, quindi passò a Venezia.

Ma le sorti della guerra volgevano funeste; il Veneto fu abbandonato, Venezia sola rimase ardita sfidando il fuoco dello straniero, la fame, la peste; e mentre su di ogni altro punto d’Italia ripiegavasi il tricolore, a Roma doveva sventolare ancora per poco. Il Pianciani lasciato il comando delle truppe, dopo aver stornata in Urbino una rivolta che la reazione aveva preparata, venne a Roma quale deputato all’Assemblea Costituente.

In Ancona pare venisse fatto segno ad un attentato, dai più attribuito a vecchie ruggini che qualche doganiere verso di lui aveva tenuto, attentato però che non ebbe conseguenza alcuna per la intromissione di personaggi influenti. Raccontasi poi che mentre Roma dibattevasi fra le orride strette dell’assalto, e delle risoluzioni per una disperata resistenza, il Pianciani uscendo di Roma cadesse in una imboscata, e fatto prigioniero dai francesi, da costoro patisse villania ed ingiuria. - Caduta la Repubblica romana il Pianciani emigrava in Francia, forse per avere colà quella soddisfazione che non era riuscito a conseguire sotto le mura di Roma. - Quale fu la di lui vita a Parigi? - Essa era rientrata nella cerchia privata, e come tale non ispetta a noi l’evocarla, qualunque sia il giudizio che amici o malevoli possano trarre sopra il Pianciani in quell’epoca.

Da Parigi passato in Londra conobbe Mazzini, e nella emigrazione mostrossigli amico: se reduce in patria, e venuto in Campidoglio, la devozione e l’affetto verso l’esule abbia modificato, e morto, non più abbia trovato in sè le ragioni per prestare quella onoranza che tributavagli Italia, noi diremo; bastando che i Romani rammentino ciò che avvenne in Campidoglio nello anniversario, per una semplice corona che da alcuni sarebbesi voluto deporre nella protomoteca.

Il processo politico che nel 1852 fece compiere il governo ponteficio, comprendeva ancora nella sentenza di condanna il Pianciani, in uno al Mazzini ed a molti dei principali attori del 1848 e 1849.

A Londra intanto aveva il Pianciani stretta relazione con alcuni dei più celebri emigrati, e più che con altri costumò con A. Saffi, Louis Blanc, Victor Hugo, Herden; il tempo occupava in istudi sociali, e la voglia di discorrere disfogava spesso nei funerali, perchè per poco che di una persona si sapesse, non mancava il Pianciani di encomiare sulla fossa o la solita virtù cittadina od il tanto elastico amore di