Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/173

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pianciani conte luigi

provvedimenti, avrebbe dovuto animare il Piancani per un efficace rimedio. Se l’uomo può respirare un’aria non avvelenata in famiglia, non più sente impetuosissimo il bisogno del divagamento nella osteria; se la donna può raccogliere intorno a sè i figli, sono allontanati i maggiori pericoli della prostituzione; se nasce il desiderio al lavoro, e se questo è pronto per ogni richiedente, si moralizza, si educa, si migliora economicamente, scompare la miseria, la pitoccheria speculativa, si formano gli operai e gl’industriali. Ha pensato a ciò il Pianciani? Forse che il provvedere a tali classi era appalesarsi per un socialista?....

Non intendiamo con ciò di muovere biasimo troppo severo alla amministrazione del conte Luigi Pianciani: da un voto generale era salutato il solo uomo possibile; con grande aspettazione fu studiata l’opera sua: in oggi?.. molti sono i desideri che rimangono insoddisfatti. Forse chi sale in alto vede le cose con diversa misura di chi rimane al basso; ma spesso v’è il capogiro; la mente s’annebbia, i colori si confondono, si sta in alto perchè aggrappati, guai abbandonarsi! il corpo precipita. Forse le difficoltà s’aumentano da ambizioni e da interessi che chi opera con giustizia non sempre può soddisfare; e poi v’ha il dente dell’invidia e l’ira di partito e l’astio di casta; ma sovTa tutto v’ha la pubblica coscienza che non s’inganna, e chq le azioni perscrutando, gli uomini giudica in rapporto ai doveri assunti ed al bene operato.

La fede politica del Pianciani, avealo fatto supporre uomo superiore alle debolezze di chi passa la vita sbadigliando fra i saloni delle corti: i molti anni passati all’estero davano lusinga che uomo uso fosse di larghe vedute, sì che in breve un nuovo impulso economico si sarebbe dato alla città: il suo carattere indipendente e fermo prometteva ancora che impavido avrebbe guardato oppositori ed avversari per attendere franco al benessere che con tanta fiducia da esso solo speratasi. - Diremo noi che tali aspettazioni sieno rimaste deluse?

Errori il Pianciani ne commise; ma poichè la sua nomina definitiva di Sindaco non data che dal 24 luglio 1873, così possiamo anche dire ch’esso trovasi sul principio della via, e che stà alla mente ed al cuore suo il rendersi benemerito di Roma e della civiltà. Se esso crede che a Roma il carattere di Sindaco importi l’essere politico di un ordine piuttostochè d’un altro; oppositore di quanto ai partiti estremi talentasse, distruttore di tradizioni e di memorie, innovatore minuzioso di quanto spetta al più semplice edile; creda il conte Luigi Pianciani che tale non sarebbe il Sindaco voluto da Roma. Il Campidoglio non ha altare per adorazioni politiche, è un campo aperto dove si dissoda il terreno dell’avvenire: agricoltura, industria e commercio sono i tre primi punti dell’azione; miglioramento delle classi laboriose, affratellamento con la troppo elevata; moralità e prosperità nella famiglia, indipendenza dallo Stato se invadente, nodo fra quella e questo se retto; ecco per quale via può il Sindaco mostrare ai cittadini di corrispondere alla generale fiducia; il che per