Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/235

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silenzi dott. cav. giovanni

in Botanica, e tanto fu il suo progresso in quelle scienze, che nella Chimica si distinse per guisa da meritare al concorso l’onore della Medaglia. — E mentre a siffatti studi attendeva intervenne pure alle ripetizioni di Fisica del Martini non solo, ma si applicò eziandio a prendere cognizione della Lingua Greca sotto l’insegnamento dell’esimio Professore Antonio Mezzanotte.

I genitori si consolavano nel vedere il proprio figliuolo, giovanissimo degli anni, di bella luce risplendere nel campo delle scienze, e pria di ricondurlo a Roma lo fecero viaggiare insieme a loro nella Toscana, in che provò il Silenzi soddisfazione grandissima, chè il suono della purissima lingua v’intese, e gli parve incontrarsi con l’anima del divino Alighieri. —

Volgeva il 1846, quando iscrivevasi studente di secondo anno nella Università Romana. —

Memorando è quel tempo, perocché salito Pio Nono sul trono dei papi, quanto entusiasmo destasse, quanto commovimento nei cuori italiani, quanto dolce delirio nell’anime dei giovani, ce lo rivelan tuttavia le istorie. Il Silenzi fece parte del Battaglione Universitario, e fu di coloro che avean fede nei migliori destini della patria mercè quel papa, che esordiva il suo regno con le più splendide prove di sentimento liberale, che però indi a breve tempo smentiva con dolore di tutti i buoni italiani. —

In mezzo a quegli entusiasmi, a quelle feste, a quei tripudi fragorosi il Silenzi ebbe in cuore di cogliere il frutto de’ suoi studi e gli esami felicemente sostenne, onde i gradi accademici ottenea, e la Laurea in Medicina. — Ciò basta a dimostrare il bello ingegno di lui senza che ricorriamo a tessere la nota de’ premi e decorazioni di medaglie, che nelle altre scuole egli riportò sempre per concorso. —

Applicavasi intanto alla Clinica, allorachè tutti si svolgevano quegli avvenimenti politici, che si chiusero colla proclamazione della Romana Repubblica, e quindi con le estreme battaglie, che combattevano gl’Italiani contro l’armata francese, la quale in onta al diritto di tutte le genti veniva a distruggere con la prepotente forza la volontà nazionale, e a stringer di più duri ceppi la patria. — Il Silenzi nominato Ufficiale Sanitario, era tra i combattenti là dove stava più aperto il pericolo per soccorrere prontamente i feriti. — Entrate le truppe francesi cadde nelle di loro mani prigione, mentre trovavasi nel Palazzo di Venezia con l’ambulanza centrale, cui era addetto.

Oh qual cuore fu il suo quando da una delle finestre di quello storico Palazzo s’offerse al suo sguardo nella sottoposta via del Corso il generai Garibaldi, l’eroe più grande in atto di leone ferito, ma sempre valorosamente fiero nelle sembianze, seguito dalla sua Anita piena di dolorosa mestizia, dal suo Ugo