Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/297

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fraschetti cav. avv. giovanni

verato fra quei rari, che la virtù sieguono perchè è virtù, che adempiono ai doveri perchè è dovere, senza mire ambiziose, e senza scopi secondari nè interessati, e cercano sacrificarsi per il bene altrui, senza pretendere che gli altri si sacrifichino a loro vantaggio. Fortunato quel paese, ove la grande maggioranza de’ cittadini è costituita da uomini di sì fatto carattere!

Il tempo correva nella eterna sua ruota, e l’ora aspettata dai secoli suonava come la voce di Dio, che benedice alle genti. —

La storia segnò il 20 Settembre 1870 nel suo più glorioso volume. —

Roma capitale d’Italia! — Fu questo il suggello, che esprimeva al mondo non esser più gl’italiani un gregge sbrancato, un popolo diviso ed aggiogato al carro di straniere signorie, ma una nazione, una potenza.

E da quel momento s’aspettava che una più bella fortuna sarebbe derivata alla patria, che la prosperità pubblica e privata avrebbe progredito, che gl’italiani avrebbero raggiunto il bene civile, politico, morale, e materiale. — Non è assunto nostro dire oggi se questo si ottenne. — Diremo peraltro che il benessere di uno stato dipende dagli uomini, che ne reggono il governo, i quali non solo debbono essere sapienti, ma grandemente onesti e supremamente virtuosi. — E ciò debbe dirsi si anco di coloro, che o al reggimento del Comune, o al consiglio della Provincia seggono, e prestano loro opera per l’utile pubblico, e privato. —

Giovanni Fraschetti, che di bella luce risplende per tutte le più elette virtù, e della generale estimazione è circondato, era di subito eletto Consigliere provinciale per il Mandamento di Tivoli, e nel distinto ufficio è uno degli uomini più chiari e più benemeriti, onde avviene che la provinciale amministrazione sorretta da un consiglio di cittadini non solo saggi, ma onesti e virtuosi, procede ordinata, e va prosperando mirabilmente. —

Il Fraschetti inoltre fu giudice del Tribunale di appello innanzi che la Corte di appello s’istituisse in Roma, volgendo Tanno 1870, e di presente forma parte della Deputazione provinciale, della Commissione di sorveglianza per la vendita de’ beni demaniali ed è membro della Commissione Provinciale d’appello per i reclami sulle imposte dirette; e dappertutto porta il lume delle sue cognizioni, della sua intelligenza, della sua sollecitudine e zelo, e pone sempre meglio in rilievo i suoi meriti. —

Il Re lo ha onorato della decorazione di Cavaliere della Corona d’Italia, e noi francamente affermiamo esserne quel petto degnissimo, e vorremmo appunto che più raro, ma sempre in uomini degni di tale benemerenza, siffatto onore scendesse. —