Pagina:Biologia marina.djvu/66

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42 Capitolo secondo

luna con quello della terra s’incontrano ad angolo retto, le azioni in parte si elidono e si verifica l’oscillazione minima (marea di quadratura). Se alla superfìcie del globo non vi fosse altro che mare, e l’onda provocata dal sollevarsi delle acque scorresse liberamente, lamareagonfierebbele acque in modo uniforme; invece le còste dei continenti e la varia configurazione del fondo la modificano a tal segno che la sua ampiezza cambia enormemente da un mare all’altro. Le più forti maree che si conoscono sono quelle della baia di Fundy, nella Nuova Scozia, che raggiungono in tempo di sigizia circa 18 metri; al Mont Saint Michel, sulle coste occidentali della Francia, il dislivello è poco minore: 14-15 metri. Nei mari chiusi sul tipo del Mediterraneo la marea si presenta estremamente ridotta, non oltrepassa infatti i 40 centimetri nei dintorni di Genova.

Dove la marea è forte e le spiaggie son basse ed a lento declivio, il mare si ritira per parecchi chilometri lasciando allo scoperto innumerevoli organismi marini, che si rifugiano nella scogliera o si approfondano nella sabbia umida; poi ritorna, irrompendo con violenza, ad alta marea. Hanno così origine correnti di marea che non mancano d’importanza biologica inquantochè portano al largo l’acqua della riva col suo plancton1 e sospingono le acque dell’alto mare verso la riva, operando in tal modo una mescolanza.

Le oscillazioni ritmiche delle onde e delle maree, non rappresentano le sole cause che muovano le acque marine. Queste sono dominate da altri impulsi, che



  1. Organismi fluttuanti.