Pagina:Bisi Albini - Donnina forte, Milano, Carrara, 1879.djvu/43

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 41 —


— «Che! mio marito che dà torto alla Conny?» esclamò con un sorriso 1’Elisa, sollevando il suo visino rosa.

— «E ragione a me! questa è più strana ancora!» aggiunse ridendo Carletto.

— «Ma va avanti» disse Filippo «ero curioso di sentire che cosa volevi dire con quel ma.»

— «Che ma? Davvero non so più che cosa stavo dicendo.»

— «Se non ho capito male, volevi dire alla Conny che quel che la abbaglia e desta la sua ammirazione, non ha spesso altro movente che qualche desiderio ambizioso o cattivo, e tende a un brutto fine. Non volevi dir questo?»

— «Veramente volevo dire il contrario, ma fa lo stesso,» rispose Carletto con un’aria seccata.

Io ero confusa, credo per la prima volta; non sapevo più come rispondere e l’avevo con Carletto: sopratutto con que’suoi occhi che mi guardavano sempre.

— «Conny! ti sei lasciata sopraffare?» mi dimandò sorpreso Filippo.

Io feci segno di no, e mi prese un colpo di tosse.

— «Vedete» dissi poi ridendo. «Ci avevo qui tanto dispetto che ho dovuto tossire, se no mi soffocava. Ora è passato. Dunque? parlo chiaro anch’io? È verissimo che non vedevo in voi altri, profumati ed eleganti, che tanti ragazzi leggeri e vuoti.»

Ma perché Carletto sorrise con tanta dolcezza?