Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/162

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
150 AMOROSA VISIONE

Riguardo non mirai, perchè già pieno
     20Di tal materia aveva l’intelletto,
     Ed eran tanti che non venien meno.
O beato, diss’io, quel che l’affetto
     Ad altre cose tira, che a queste,
     Le quali stato mostrano imperfetto;
25Più vili ch’altre sono e più moleste,
     Piene d’inganno e d’affanno gravoso,
     E la lor fine è sola mortal peste.
Poi mi voltai al viso grazïoso
     Di quella Donna che m’avea condotto,
     30Dicendo: il mio voler che fu ritroso,
Or è tornato dritto, e già non dotto,
     Che questi ben terren son veramente
     Que’ che a’ vizii ciascun mettono sotto.
Nessun porria pensar, che tanta gente
     35Così famosa e di tanta virtute,
     Fortuna avesse fatti sì vilmente,
Forse chi nol vedesse; o chi salute
     Spererà oramai, se non coloro
     Che le vere ed eterne han conosciute?
40Il più far qui omai lungo dimoro,
     Donna, mi spiace, però giamo omai
     Dove volete, e qui lasciam costoro.
Allor disse la Donna: or t’è assai
     Aperto, che costei esser turbata
     45Vi dà salute, ed iscemavi guai.
Ma se tu fossi stato altra fïata
     Così disposto, come ora ti sento,
     Già meco fori in capo alla montata;