Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/166

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154 AMOROSA VISIONE

Ahi quanto egli era bello il luogo ov’io
     20Era venuto, e quanto era contento
     Dentro da me l’ardente mio disio.
Rimirando m’andava intorno attento
     Per lo gioioso loco, scalpitando
     L’erbette e’ fior col passo lento lento.
25Sì con diletto per lo loco andando
     Vidi in un verde e piccioletto prato
     Una fontana bella e grande, e quando
Io m’appressai a quella, d’intagliato
     E bianco marmo vidi assai figure,
     30Ognuna in diverso atto ed in istato.
Mirando quelle vidi le sculture
     Di diversi color, com’io compresi,
     Qua’ belle, e qua’ lucenti, e quali scure.
Vidi lì un bel marmo, e quel sediési
     35Sopra la verde erbetta, di colore
     Sanguigno tutto, e ’n su quella stendiési
In piano, e s’io già non presi errore
     Nell’avvisare, una canna per verso,
     Quadro e basso, e lucido di fore.
40Sovr’ogni canto di quel marmo terso
     Di marmo una figura si sedea,
     Benchè ciascuna avea atto diverso:
Ch’umil, bella, soave mi parea
     L’una di queste, e due spiritelli
     45Con l’una mano appiè di sè tenea.
Habituati parlando con quelli
     Gli aveva sì in un voler recati,
     Che ciascuno contento è di quel ch’elli