Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/38

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26 AMOROSA VISIONE

Io riguardava, e mai non mi sarei
     20Saziato di mirarlo, se non fosse,
     Che quella Donna che i passi miei
Là entro con que’ due insieme mosse,
     Mi disse: che pur miri? Forse credi
     Rendergli col mirar le morte posse?
25E’ c’è altro a veder che tu non vedi:
     Tu hai costì veduto; volgi omai
     Gli occhi a que’ del mondan romore eredi;
I quali, quando riguardati avrai,
     Di quinci andremo, che lo star mi sgrata.
     30A cui io dissi: Donna tu non sai
Neente, perchè tal mirar m’aggrata
     Costui cui miro, che se tu il sapessi,
     Non parleresti forse sì turbata.
Veramente se tu il mi dicessi
     35Nol saprei me’, rispose quella allora,
     Ma perder tempo è pur mirare ad essi.
Oltre passai senza far più dimora
     Con gli occhi a riguardar (lasciando stare
     Quel ch’io disio di rivedere ancora)
40Là dove a colei piacque che voltare
     Io mi dovessi, e vidi in quella parte
     Cosa ch’ancor mirabile mi pare.
Odi: che mai natura con sua arte
     Forma non diede a sì bella figura;
     45Non Citerea allor ch’ell’amò Marte,
Nè quando Adon le piacque, con sua cura
     Si fe’ sì bella, quanto infra gran gente
     Donna pareva lì leggiadra e pura.