Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/70

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58 AMOROSA VISIONE

Li quai, perocchè sono conosciuti,
     20Non bisogna ch’io nomi, benchè pari
     Potrebbono esser tututti tenuti.
Con questi avanti al mio parer non guari,
     Quasi tra que’ ch’erano più eccellenti,
     E che parean de’ suddetti vicari,
25Ornato di be’ drappi e rilucenti,
     Il nipote vid’io di quel Nasuto,
     Ch’a glorïar si va con procedenti,
Recarsi in mano un forte biccicuto,
     Dando ta’ colpi sopra ’l monte d’oro,
     30Che di ciascun saria un mur caduto.
E d’esso assai levava, e quel tesoro
     In parte oscura tutto si serbava,
     E quasi più n’avea ch’altro di loro.
Oltre grattando il monte dimorava
     35Con aguta unghia un, ch’al mio parere
     In molte volte poco ne levava.
Con questo tanto forte quel tenere
     In borsa gli vedea ch’appena esso,
     Non ch’altro, alcun ne potea bene avere.
40Al qual facendom’io un poco appresso
     Per conoscer chi fosse, apertamente
     Vidi, che era colui che me stesso
Libero e lieto avea benignamente
     Nudrito come figlio, ed io chiamato
     45Aveva lui e chiamo mio parente.
Davanti e poi, e d’uno e d’altro lato,
     Tanti su per lo monte e giù scendiéno
     A prender del tesoro disïato: