Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/98

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
86 AMOROSA VISIONE

O senza fede alcuna, mi parea
     20Che Isifile dicesse, o dispietato,
     O più crudel ch’alcuna anima rea:
Deh, or hai tu ancor dimenticato
     A quanto onor tu fosti ricevuto
     Nel regno ond’ogni maschio era cacciato?
25Io non credo che mai fosse veduto
     Uom volentier in nulla parte strana,
     Nè cotal dono a lui mai conceduto
Simile a quel che io benigna e piana
     A te concessi, portando fidanza
     30Alla tua fede, come ’l vento vana.
Facendo saramenti a me, speranza
     Nel tuo partir mi desti, che giammai
     Non cambieresti me per altra amanza.
Andastitene, e me, come tu sai,
     35Pregna lasciasti di doppio figliuolo,
     Ed a tornar ancor verso me hai.
Con sospiri, e con pianto e con gran duolo
     Gran tempo stetti, dicendo: omai tosto
     Verrà Giasone qui collo suo stuolo.
40Ed appena credetti quel che sposto
     Mi fu di te, ch’avevi nuova amica
     Presa ne’ Colchi, e mutato proposto.
Più avanti non so ch’io mi ti dica,
     Se non ch’io ardo, e tu in giuoco e festa
     45Ora ti stai colla mia nemica.
In tanto questa doglia mi molesta,
     Che dir nol posso, ma tu stesso pensa
     Chente parriati averla tal, qual questa.