bia tolto, non dandole luogo fra le famose donne, voglio porla fra quelle, e far menzione della pietà d’una innominata donna[1]. Questa Giovanetta ebbe una madre d’onesta schiatta, ma sciagurata; perchè innanzi alla sedia dei Tribuni, non so per che cagione, ella fu dannata a morte, e dal Pretore era data a un Triumviro, acciocchè egli le desse la pena già determinata per la sentenzia; e dal Triumviro era data al soprastante della prigione: ma per esser nobil donna li fu imposto che fosse morta di notte. In questo mentre il guardiano[2], mosso da pietà, avendo compassione alla gentilezza di quella donna, non volle fare crudeltà in quella con le mani, ma lasciandola morire di fame, tenendola serrata senza mangiare. E a questa andava una sua figliuola per vederla; e cercata quella diligentemente che non le portasse alcuno cibo, ebbe permesso dalla guardia che ella entrasse
- ↑ Cod. Cass. della lornominata donna. Test. Lat. innominatæ mulieris pietatem inclytam referre.
- ↑ Betussi. Test. Lat. verum quoniam nobilis esset, ut nocte necaretur injuctum est. Custos autem, ele.