salvochè di Agrippina. La cui morte per certo non fu fatta palese per Agrippina infino che per aiutorio degli amici[1], lasciato Britannico come più giovine, Nerone già adulto, fu levato imperadore. La quale cosa fu tanto grata a Nerone, che subito egli propose la madre, come quella che l’avea ben meritato, ad ogni uomo nelle cose pubbliche e nelle private; e pareva egli aver preso il titolo, e la madre presa la signoria e così Agrippina fu splendida a tutto il mondo nell’altezza di Roma. Poi questo splendore si grande fu bruttato da sozza macchia, perchè ella diventò crudele, facendo ella morire molti, e molti mandandone in esilio e ancora fu creduto che ella fusse amata, consentendo ella, dal suo figliuolo, oltre al debito amore verso la madre, disonestamente; e dicono alcuni che ella trasse il figliuolo al peccato per ricoverare suo stato dal quale ella era caduta; per chè dappoi Nerone pareva fuggire sua brigata, e non si lasciava parlare in segreto.
- ↑ Cod. Cass. infinoche per aiutorio del tempo. Test. Lat. quam amicorum suffragio.