Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/236

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232 giornata terza

peccato naturale; il rubarlo o l’ucciderlo o il discacciarlo da malvagitá di mente procede. Che voi rubaste Tedaldo, giá di sopra v’ho dimostrato, togliendogli voi che sua di vostra spontanea volontá eravate divenuta. Appresso, dico che, in quanto in voi fu, voi l’uccideste, per ciò che per voi non rimase, mostrandovi ognora piú crudele, che egli non s’uccidesse con le sue mani: e la legge vuol che colui che è cagione del mal che si fa, sia in quella medesima colpa che colui che il fa. E che voi del suo esilio e dell’essere andato tapin per lo mondo sette anni non siate cagione, questo non si può negare. Sí che molto maggior peccato avete commesso in qualunque s’è l’una di queste tre cose dette, che nella sua dimestichezza non commettevate. Ma veggiamo: forse che Tedaldo meritò queste cose? Certo non fece: voi medesima giá confessato l’avete; senza che, io so che egli piú che sé v’ama. Niuna cosa fu mai tanto onorata, tanto esaltata, tanto magnificata quanto eravate voi sopra ogni altra donna da lui, se in parte si trovava dove onestamente e senza generar sospetto di voi potea favellare. Ogni suo bene, ogni suo onore, ogni sua libertá tutta nelle vostre mani era da lui rimessa. Non era egli nobile giovane? non era egli tra gli altri suoi cittadin bello? non era egli valoroso in quelle cose che a’ giovani s’appartengono? non amato, non avuto caro, non volentier veduto da ogni uomo? Né di questo direte di no. Adunque, come, per detto d’un fraticello pazzo, bestiale ed invidioso, poteste voi alcuno proponimento crudele pigliare contro a lui? Io non so che errore s’è quello delle donne, le quali gli uomini schifano e prezzangli poco, dove esse, pensando a quello che elle sono e quanta e qual sia la nobiltá da Dio oltre ad ogni altro animale data all’uomo, si dovrebbon gloriare quando da alcuno amate sono, e colui aver sommamente caro e con ogni sollecitudine ingegnarsi di compiacergli, acciò che da amarla non si rimovesse giá mai. Il che come voi faceste, mossa dalle parole d’un frate, il qual per certo doveva essere alcun brodaiuolo manicator di torte, voi il vi sapete: e forse che disiderava egli di porre sé in quel luogo onde egli s’ingegnava di cacciare altrui. Questo