Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/275

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proemio 271

mai alcuno altro, amata cosa perdendo, rimanesse; e vergendosi di quella compagnia la quale egli piú amava rimaso solo, del tutto si dispose di non volere piú essere al mondo, ma di darsi al servigio di Dio, ed il simigliante fare del suo piccol figliuolo. Per che, data ogni sua cosa per Dio, senza indugio se n’andò sopra Monte Asinaio, e quivi in una piccola celletta sé mise col suo figliuolo, col quale, di limosine in digiuni ed in orazioni vivendo, sommamente si guardava di non ragionare, lá dove egli fosse, d’alcuna temporal cosa né di lasciarnegli alcuna vedere, acciò che esse da cosí fatto servigio nol traessero, ma sempre della gloria di vita eterna e di Dio e de’ santi gli ragionava, nulla altro che sante orazioni insegnandogli: ed in questa vita molti anni il tenne, mai della cella non lasciandolo uscire né alcuna altra cosa che sé dimostrandogli. Era usato il valente uomo di venire alcuna volta a Firenze, e quivi secondo le sue opportunitá dagli amici di Dio sovvenuto, alla sua cella tornava. Ora, avvenne che, essendo giá il garzone d’etá di diciotto anni, e Filippo vecchio, un dí il domandò ove egli andava. Filippo gliele disse; al quale il garzon disse: — Padre mio, voi siete oggimai vecchio e potete male durar fatica; perché non mi menate voi una volta a Firenze, acciò che, faccendomi conoscere gli amici e divoti di Dio e vostri, io, che son giovane e posso meglio faticar di voi, possa poscia pe’ nostri bisogni a Firenze andare quando vi piacerá, e voi rimanervi qui? — Il valente uomo, pensando che giá questo suo figliuolo era grande, ed era si abituato al servigio di Dio, che malagevolmente le cose del mondo a sé il dovrebbono omai poter trarre, seco stesso disse: — Costui dice bene. — Per che, avendovi ad andare, seco il menò. Quivi il giovane, veggendo i palagi, le case, le chiese e tutte l’altre cose delle quali tutta la cittá piena si vede, sí come colui che mai piú per ricordanza vedute non n’avea, si cominciò forte a maravigliare, e di molte domandava il padre che fossero e come si chiamassero. Il padre gliele diceva, ed egli, avendolo udito, rimaneva contento e domandava d’un’altra. E cosí domandando il figliuolo ed il padre rispondendo, per ventura si scontrarono in una brigata di belle giovani