Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/32

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28 giornata prima

grazia di Dio forza ed avvedimento non ci prestasse. La quale a noi ed in noi non è da credere che per alcun nostro merito discenda, ma dalla sua propria benignitá mossa e da’ prieghi di coloro impetrata che, sí come noi siamo, furon mortali, e bene i suoi piaceri mentre furono in vita seguendo, ora con lui eterni son divenuti e beati; alli quali noi medesimi, sí come a procuratori informati per esperienza della nostra fragilitá, forse non audaci di porgere i prieghi nostri nel cospetto di tanto giudice, delle cose le quali a noi reputiamo opportune gli porgiamo. Ed ancor piú lui verso noi di pietosa liberalitá pieno discerniamo: ché, non potendo l’acume dell’occhio mortale nel segreto della divina mente trapassare in alcun modo, avvien forse talvolta che, da falsa oppinione ingannati, tale dinanzi alla sua maestá facciamo procuratore che da quella con eterno esilio è scacciato: e nondimeno esso, al quale niuna cosa è occulta, piú alla puritá del pregator riguardando che alla sua ignoranza o all’esilio del pregato, cosí come se quegli fosse nel suo cospetto beato esaudisce coloro che il priegano. Il che manifestamente potrá apparire nella novella la quale di raccontare intendo: manifestamente, dico, non il giudicio di Dio ma quel degli uomini seguitando.

Ragionasi adunque che, essendo Musciatto Franzesi di ricchissimo e gran mercatante in Francia cavalier divenuto e dovendone in Toscana venire con messer Carlo Senzaterra, fratello del re di Francia, da papa Bonifazio addomandato ed al venir promosso; sentendo egli li fatti suoi, sí come le piú volte son quegli de’ mercatanti, molto intralciati in qua ed in lá, e non potersi di leggeri né subitamente stralciare, pensò quegli commettere a piú persone, ed a tutti trovò modo: fuor solamente in dubbio gli rimase, cui lasciar potesse sufficiente a riscuoter suoi crediti fatti a piú borgognoni. E la cagione del dubbio era il sentire li borgognoni uomini riottosi e di mala condizione e misleali: ed a lui non andava per la memoria chi tanto malvagio uom fosse, in cui egli potesse alcuna fidanza avere, che opporre alla loro malvagitá si potesse. E sopra questa esaminazione pensando lungamente stato, gli venne a memoria un ser