Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/98

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94 giornata seconda

assai, per non incappar nel secondo, a se medesimo dimostrò, quello che aveva, senza voler piú, dovergli bastare, e per ciò si dispose di tornarsi con esso a casa sua: e pauroso della mercatantía, non s’impacciò d’investire altramenti i suoi denari, ma con quello legnetto col quale guadagnati gli avea, dato de’ remi in acqua, si mise al ritornare. E giá nell’Arcipelago venuto, levandosi la sera uno scilocco il quale non solamente era contrario al suo cammino, ma ancora faceva grossissimo il mare, il quale il suo piccolo legno non avrebbe bene potuto comportare, in un seno di mare il quale una piccola isoletta faceva, da quel vento coperto si raccolse, quivi proponendo d’aspettarlo migliore. Nel quale seno poco stante due gran cocche di genovesi le quali venivano di Costantinopoli, per fuggire quello che Landolfo fuggito avea, con fatica pervennero; le genti delle quali, veduto il legnetto e chiusagli la via da potersi partire, udendo di cui egli era e giá per fama conoscendol ricchissimo, sí come uomini naturalmente vaghi di pecunia e rapaci, a doverlo aver si disposero. E messa in terra parte della lor gente con balestra e bene armata, in parte la fecero andare che del legnetto niuna persona, se saettato esser non volea, poteva discendere: ed essi, fattisi tirare a’ paliscalmi ed aiutati dal mare, s’accostarono al piccol legno di Landolfo, e quello con piccola fatica in piccolo spazio, con tutta la ciurma senza perderne uomo, ebbero a man salva; e fatto venire sopra l’una delle lor cocche Landolfo ed ogni cosa del legnetto tolta, quello sfondolarono, lui in un povero farsettino ritenendo. Il dí seguente, mutatosi il vento, le cocche ver’ Ponente venendo fêr vela, e tutto quel di prosperamente vennero al lor viaggio: ma nel fare della sera si mise un vento tempestoso, il qual faccendo i mari altissimi divise le due cocche l’una dall’altra. E per forza di questo vento addivenne che quella sopra la quale era il misero e povero Landolfo con grandissimo impeto di sopra all’isola di Cifalonia percosse in una secca, e non altramenti che un vetro percosso ad un muro tutta s’aperse e si stritolò; di che i miseri dolenti che sopra quella erano, essendo giá il mare tutto pieno di mercatantíe che notavano e di casse