Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/164

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158 giornata ottava

e come compagno s’era portato, seco stesso disse di volere esser piú che mai amico del Zeppa, quando volesse. Il Zeppa, stato con la donna quanto gli piacque, scese della cassa, e domandando la donna il gioiello promesso, aperta la camera, fece venir la moglie, la quale niuna altra cosa disse se non: — Madonna, voi m’avete renduto pan per focaccia — e questo disse ridendo. Alla quale il Zeppa disse: — Apri questa cassa — ed ella il fece; nella quale il Zeppa mostrò alla donna il suo Spinelloccio. E lungo sarebbe a dire qual piú di lor due si vergognò, o Spinelloccio veggendo il Zeppa e sappiendo che egli sapeva ciò che fatto aveva, o la donna veggendo il suo marito e conoscendo che egli aveva ed udito e sentito ciò che ella sopra il capo fatto gli aveva. Alla quale il Zeppa disse: — Ecco il gioiello il quale io ti dono. — Spinelloccio, uscito della cassa, senza far troppe novelle, disse: — Zeppa, noi siam pari pari, e per ciò è buono, come tu dicevi dianzi alla mia donna, che noi siamo amici come solevamo: e non essendo tra noi due niuna altra cosa che le mogli divisa, che noi quelle ancora comunichiamo. — Il Zeppa fu contento, e nella miglior pace del mondo tutti e quattro desinarono insieme: e da indi innanzi ciascuna di quelle donne ebbe due mariti e ciascun di loro ebbe due mogli, senza alcuna quistione o zuffa mai per quello insieme averne.

[IX]

Maestro Simone medico da Bruno e da Buffalmacco, per esser fatto d’una brigata che va in corso, fatto andar di notte in alcun luogo, è da Buffalmacco gittato in una fossa di bruttura e lasciatovi.


Poi che le donne alquanto ebber cianciato dell’accomunar le mogli fatto da’ due sanesi, la reina, alla qual sola restava a dire, per non fare ingiuria a Dioneo, incominciò:

Assai bene, amorose donne, si guadagnò Spinelloccio la beffa che fatta gli fu dal Zeppa; per la qual cosa non mi pare