Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/166

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160 giornata ottava

che con lui stato era, questo medico essere uno animale, cominciò di lui ad avere il piú bel tempo del mondo con sue nuove novelle: ed il medico similemente cominciò di lui a prendere maraviglioso piacere. Ed avendolo alcuna volta seco invitato a desinare e per questo credendosi dimesticamente con lui poter ragionare, gli disse la maraviglia che egli si faceva di lui e di Buffalmacco, che, essendo poveri uomini, cosí lietamente viveano, e pregollo che gl’insegnasse come faceano. Bruno, udendo il medico e parendogli la domanda dell’altre sue sciocche e dissipite, cominciò a ridere e pensò di rispondergli secondo che alla sua pecoraggine si convenia, e disse: — Maestro, io nol direi a molte persone come noi facciamo, ma di dirlo a voi, perché siete amico e so che ad altrui nol direte, non mi guarderò. Egli è vero che il mio compagno ed io viviamo così lietamente e cosí bene come vi pare, e piú: né di nostra arte né d’altro frutto che noi d’alcune possessioni traiamo, avremmo da poter pagar pur l’acqua che noi logoriamo; né voglio per ciò che voi crediate che noi andiamo ad imbolare, ma noi andiamo in corso, e di questo ogni cosa che a noi è di diletto o di bisogno, senza alcun danno d’altrui, tutto traiamo: e da questo viene il nostro viver lieto che voi vedete. — Il medico, udendo questo, e senza saper che si fosse, credendolo, si maravigliò molto, e subitamente entrò in disidèro caldissimo di sapere che cosa fosse l’andare in corso, e con grande istanza il pregò che gliel dicesse, affermandogli che per certo mai a niuna persona il direbbe. — Oimè! — disse Bruno — maestro, che mi domandate voi? Egli è troppo gran segreto quello che voi volete sapere, ed è cosa da disfarmi e da cacciarmi del mondo, anzi da farmi mettere in bocca del Lucifero da San Gallo, se altri il risapesse: ma si è grande l’amor che io porto alla vostra qualitativa mellonaggine da Legnaia e la fidanza la quale ho in voi, che io non posso negarvi cosa che voi vogliate: e per ciò io il vi dirò, con questo patto, che voi per la croce a Montesone mi giurerete che mai, come promesso avete, a niuno il direte. — Il maestro affermò che non farebbe. — Dovete adunque, — disse Bruno — maestro mio dolciato, sapere