Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/173

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novella nona 167

molte delle sue savie parole pure il paceficò. Buffalmacco, rivolto al maestro, disse: — Maestro mio, egli si par bene che voi siete stato a Bologna e che voi infino in questa terra abbiate recata la bocca chiusa; ed ancora vi dico piú, che voi non apparaste miga l’abici in su la mela, come molti sciocconi voglion fare, anzi l’apparaste bene in sul mellone, che è così lungo: e se io non m’inganno, voi foste battezzato in domenica. E come che Bruno m’abbia detto che voi studiaste lá in medicine, a me pare che voi studiaste in apparare a pigliare uomini, il che voi meglio che altro uomo che io vidi mai, sapete fare con vostro senno e con vostre novelle. — Il medico, rompendogli la parola in bocca, verso Brun disse: — Che cosa è a favellare e ad usare co’ savi! Chi avrebbe cosí tosto ogni particularitá compresa del mio sentimento, come ha questo valente uomo? Tu non te n’avvedesti miga cosí tosto tu di quello che io valeva, come ha fatto egli: ma di’ almeno quello che io ti dissi quando tu mi dicesti che Buffalmacco si dilettava de’ savi uomini; parti che io l’abbia fatto? — Disse Bruno: — Meglio! — Allora il maestro disse a Buffalmacco: — Altro avresti detto se tu m’avessi veduto a Bologna, dove non era niun grande né piccolo, né dottore né scolare, che non mi volesse il meglio del mondo, sí tutti gli sapeva appagare col mio ragionare e col senno mio. E dirótti piú, che io non vi dissi mai parola, che io non facessi ridere ogni uomo, sí forte piaceva loro; e quando io me ne partii, fecero tutti il maggior pianto del mondo, e volevano tutti che io vi pur rimanessi, e fu a tanto la cosa perché io vi stessi, che vollono lasciare a me solo che io leggessi a quanti scolari v’avea le medicine: ma io non volli, ché io era pur disposto a venir qua a grandissime ereditá che io ci ho, state sempre di quei di casa mia; e cosí feci. — Disse allora Bruno a Buffalmacco: — Che ti pare? Tu nol mi credevi quando io il ti diceva. Alle guagnele! egli non ha in questa terra medico che s’intenda d’orina d’asino a petto a costui, e fermamente tu non ne troveresti uno altro di qui alle porti di Parigi de’ cosí fatti. Va’ tienti oggimai tu di non far ciò che vuole! — Disse il medico: — Brun dice il vero, ma io non ci