Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/206

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
200 giornata nona

ecco Bruno sopravvenne, e prima che altro dicesse, disse: — Calandrino, che viso è quello? El par che tu sii morto: che ti senti tu? — Calandrino, udendo ciascun di costoro cosí dire, per certissimo ebbe seco medesimo d’esser malato, e tutto sgomentato gli domandò: — Che fo? — Disse Bruno: — A me pare che tu te ne torni a casa e vaditene in sul letto e facciti ben coprire, e che tu mandi il segnal tuo al maestro Simone, che è cosí nostra cosa come tu sai. Egli ti dirá incontanente ciò che tu avrai a fare, e noi ne verrem teco: e se bisognerá far cosa niuna, noi la faremo. — E con loro aggiuntosi Nello, con Calandrino se ne tornarono a casa sua: ed egli entratosene tutto affaticato nella camera, disse alla moglie: — Vieni e cuoprimi bene, ché io mi sento un gran male. — Essendo adunque a giacer posto, il suo segnale per una fanticella mandò al maestro Simone, il quale allora a bottega stava in Mercato Vecchio alla ’nsegna del mellone. E Bruno disse a’ compagni: — Voi vi rimarrete qui con lui, ed io voglio andare a sapere che il medico dirá, e se bisogno sará, a menarloci. — Calandrino allora disse: — Deh! sí, compagno mio, vavvi e sappimi ridire come il fatto sta, ché io mi sento non so che dentro. — Bruno, andatosene al maestro Simone, vi fu prima che la fanticella che il segno portava, ed ebbe informato maestro Simon del fatto; per che, venuta la fanticella ed il maestro veduto il segno, disse alla fanticella: — Vattene e di’ a Calandrino che egli si tenga ben caldo, ed io verrò a lui incontanente e dirògli ciò che egli ha e ciò che egli avrá a fare. — La fanticella cosí rapportò: né stette guari che il medico e Brun vennero, e postoglisi il medico a sedere allato, gl’incominciò a toccare il polso, e dopo alquanto, essendo ivi presente la moglie, disse: — Vedi, Calandrino, a parlarti come ad amico, tu non hai altro male se non che tu se’ pregno. — Come Calandrino udí questo, dolorosamente cominciò a gridare ed a dire: — Oimè! Tessa, questo m’hai fatto tu, che non vuogli stare altro che di sopra; io il ti diceva bene! — La donna, che assai onesta persona era, udendo cosí dire al marito, tutta di vergogna arrossò, ed abbassata la fronte, senza risponder parola s’uscí della camera. Calandrino, continuando