Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/301

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

novella nona 295

credendolsi, furon contenti ed insieme con lui entrarono in cammino; ed essendo giá terza, ed essi alla cittá pervenuti, avvisando d’essere al migliore albergo inviati, con messer Torello alle sue case pervennero, dove giá ben cinquanta de’ maggior cittadini eran venuti per ricevere i gentili uomini, a’ quali subitamente furon dintorno a’ freni ed alle staffe. La qual cosa il Saladino ed i compagni veggendo, troppo ben s’avvisaron ciò che era, e dissono: — Messer Torello, questo non è ciò che noi v’avevam domandato: assai n’avete questa notte passata fatto, e troppo piú che noi non vagliamo; per che acconciamente ne potevate lasciare andare al cammin nostro. — A’ quali messer Torello rispose: — Signori, di ciò che iersera vi fu fatto, so io grado alla fortuna piú che a voi, la quale ad ora vi colse in cammino che bisogno vi fu di venire alla mia piccola casa; di questo di stamattina sarò io tenuto a voi, e con meco insieme tutti questi gentili uomini che dintorno vi sono, a’ quali se cortesia vi par fare il negare di voler con lor desinare, farlo potete, se voi volete. — Il Saladino ed i compagni, vinti, smontarono, e ricevuti da’ gentili uomini lietamente, furono alle camere menati, le quali ricchissimamente per loro erano apparecchiate: e posti giú gli arnesi da camminare e rinfrescatisi alquanto, nella sala, dove splendidamente era apparecchiato, vennero; e data l’acqua alle mani ed a tavola messi con grandissimo ordine e bello, di molte vivande magnificamente furon serviti, intanto che, se lo ’mperadore venuto vi fosse, non si sarebbe piú potuto fargli d’onore. E quantunque il Saladino ed i compagni fossero gran signori ed usi di veder grandissime cose, nondimeno si maravigliarono essi molto di questa, e lor pareva delle maggiori, avendo rispetto alla qualitá del cavaliere, il qual sapevano che era cittadino e non signore. Finito il mangiare e le tavole levate, avendo alquanto d’alte cose parlato, essendo il caldo grande, come a messer Torel piacque, i gentili uomini di Pavia tutti s’andarono a riposare: ed esso con li suoi tre rimase, e con loro in una camera entratosene, acciò che niuna sua cara cosa rimanesse che essi veduta non avessero, quivi si fece la sua valente donna chiamare; la quale, essendo