Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/310

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304 giornata decima

aveva fatto il letto acconciare. Ma essendo giá tardi ed il nigromante aspettando lo spaccio ed affrettandolo, venne un medico con un beveraggio, e fattogli vedere che per fortificamento di lui gliele dava, gliel fece bere: né stette guari, che addormentato fu. E cosí dormendo, fu portato per comandamento del Saladino in sul bel letto, sopra il quale esso una grande e bella corona pose di gran valore, e sí la segnò, che apertamente fu poi compreso, quella dal Saladino alla donna di messer Torello esser mandata. Appresso mise in dito a messer Torello uno anello nel quale era legato un carbunculo tanto lucente, che un torchio acceso pareva, il valor del quale appena si poteva stimare; quindi gli fece una spada cignere il cui guernimento non si saria di leggeri apprezzato, ed oltre a questo, un fermaglio gli fe’ davanti appiccare nel quale erano perle mai simili non vedute con altre care pietre assai, e poi da ciascun de’ lati di lui due grandissimi bacin d’oro pieni di doble fe’ porre: e molte reti di perle ed anella e cinture ed altre cose, le quali lungo sarebbe a raccontare, gli fece metter da torno. E questo fatto, da capo basciò messer Torello ed al nigromante disse che si spedisse; per che incontanente in presenza del Saladino il letto con tutto messer Torello fu tolto via, ed il Saladino co’ suoi baroni di lui ragionando si rimase. Era giá nella chiesa di San Pietro in Cieldoro di Pavia, sí come domandato avea, stato posato messer Torello con tutti i sopraddetti gioielli ed ornamenti, ed ancor si dormiva, quando, sonato giá il matutino, il sagrestano nella chiesa entrò con un lume in mano: ed occorsogli subitamente di vedere il ricco letto, non solamente si maravigliò, ma avuta grandissima paura, indietro fuggendo si tornò; il quale l’abate ed i monaci veggendo fuggire, si maravigliarono e domandaron della cagione. Il monaco la disse. — Oh! — disse l’abate — e si non se’ tu oggimai fanciullo né se’ in questa chiesa nuovo, che tu cosí leggermente spaventarti debbi; ora andiam noi: veggiamo chi t’ha fatto baco. — Accesi adunque piú lumi, l’abate con tutti i suoi monaci nella chiesa entrati, videro questo letto cosí maraviglioso e ricco, e sopra quello il cavalier che dormiva: e mentre dubitosi e timidi, senza