Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/41

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chiusa 35

per una via assai stretta, dall’una delle parti della quale correva un chiarissimo fiumicello, entrarono, e viderla tanto bella e tanto dilettevole, e spezialmente in quel tempo che era il caldo grande, quanto piú si potesse divisare. E secondo che alcuna di loro poi mi ridisse, il piano che nella valle era, cosí era ritondo come se a sesta fosse stato fatto, quantunque artificio della natura e non manual paresse: ed era di giro poco piú che un mezzo miglio, intorniato di sei montagnette di non troppa altezza, ed in su la sommitá di ciascuna si vedeva un palagio quasi in forma fatto d’un bel castelletto. Le piagge delle quali montagnette cosí digradando giuso verso il pian discendevano, come ne’ teatri veggiamo dalla lor sommitá i gradi infino all’infimo venire successivamente ordinati, sempre ristrignendo il cerchio loro. Ed erano queste piagge, quante alla piaga del mezzogiorno ne riguardavano, tutte di vigne, d’ulivi, di mandorli, di ciriegi, di fichi e d’altre maniere assai d’alberi fruttiferi piene senza spanna perdersene. Quelle le quali il carro di tramontana guardava, tutte eran boschetti di querciuoli, di frassini e d’altri alberi verdissimi e ritti quanto piú esser poteano. Il piano appresso, senza aver piú entrate che quella donde le donne venute v’erano, era pieno d’abeti, di cipressi, d’allori e d’alcuni pini sí ben composti e sí bene ordinati, come se qualunque è di ciò il migliore artefice gli avesse piantati: e tra essi poco sole o niente, allora che egli era alto, entrava infino al suolo, il quale era tutto un prato d’erba minutissima e piena di fiori porporini e d’altri. Ed oltre a questo, quel che non meno di diletto che altro porgeva, era un fiumicello il quale, d’una delle valli che due di quelle montagnette dividea, cadeva giú per balzi di pietra viva, e cadendo faceva un romore ad udire assai dilettevole, e sprizzando pareva da lungi ariento vivo che d’alcuna cosa premuta minutamente sprizzasse; e come giú al piccol pian pervenia, cosí quivi in un bel canaletto raccolto infino al mezzo del piano velocissimo discorreva, ed ivi faceva un piccol laghetto, quale talvolta per modo di vivaio fanno ne’ lor giardini i cittadini che di ciò hanno destro. Ed era questo laghetto non piú profondo che sia una statura d’uomo