Pagina:Boccaccio - Fiammetta di Giovanni Boccaccio corretta sui testi a penna, 1829.djvu/42

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e di dar legge alli rozzi capelli, e con quella mano, con la quale poco innanzi portato avea la dura mazza e ucciso il grande Anteo e tirato lo infernale cane, trasse le fila della lana data da Jole dietro al procedente fuso, e gli omeri, sopra li quali l’alto cielo s’era posato mutando spalla Atlante, furono in prima dalle braccia di Jole premuti, e poi coperti, per piacerle, di sottili vestimenti di porpora. Che fece Parìs per costui, che Elena, che Clitemestra, e che Egisto, tutto il mondo il conosce; e similmente di Achille, di Silla, di Adriana, di Leandro, di Didone, e di più molti, non dico, chè non bisogna. Santo è questo fuoco, e molto potente, credimi.

Udito hai il cielo e la terra soggiogata dal mio figliuolo negl’iddii e negli uomini; ma che dirai tu ancora delle sue forze, estendentisi negli animali irrazionali, così celesti come terreni? Per costui la tortora il suo maschio sèguita, e le nostre colombe alli suoi colombi vanno dietro con caldissima affezione, e nessun altro n’è che dalla maniera di questi fugga alcuna volta; e ne’ boschi li timidi cervi, fatti tra sè feroci quando costui li tocca, per le disiderate cervie combattono, e, mugghiando, delli costui caldi mostrano segnali; e i pessimi cinghiari, divenendo per ardore spumosi, aguzzano gli eburnei denti; e i leoni africani, da amore tocchi, vibrano i colli. Ma, lasciando le selve, dico che li dardi del nostro figliuolo ancora nelle fredde acque sentono le greggie de’ marini iddii, e de’ correnti fiumi. Nè crediamo che occulto ti sia, quale testimonianza già Nettunno, Glauco e Alfeo e altri assai n’abbiano renduta, non potendo con le loro umide acque, non che spegnere, ma solamente alleviare la costui fiamma; la quale, ancora