Pagina:Boccaccio - Fiammetta di Giovanni Boccaccio corretta sui testi a penna, 1829.djvu/44

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Fedra, e noi ancora quando amammo. Essi medesimi mariti amano le più volte avendo moglie: riguarda Giasone, Teseo, il forte Ettore e Ulisse. Dunque non si fa loro ingiuria, se per quelle leggi che essi trattano altrui, sono trattati essi; a loro niuna prerogativa più che alle donne è conceduta, e però abandona gli sciocchi pensieri, e sicura ama, come hai cominciato. Ecco, se tu al potente Amore non vuoi suggiacere, fuggire ti conviene; e dove fuggirai tu ch’egli non ti sèguiti e non ti giunga? Egli ha in ogni luogo iguale potenza: dovunque tu vai, ne’ suoi regni dimori, ne’ quali alcuno non gli si può nascondere, quando gli piace il ferirlo. Bastiti solamente, o giovine, che di non abominevole fuoco, come Mirra, Semiramìs, Biblìs, Canace e Cleopatra fece, ti molesti. Niuna cosa nuova dal nostro figliuolo verso te sarà operata: egli ha così leggi, come qualunque altro iddio, alle quali seguire tu non se’ prima, nè d’essere ultima dei avere speranza. Se forse al presente ti credi sola, vanamente credi. Lasciamo stare l’altro mondo, che tutto n’è pieno: ma la tua città solamente rimira, la quale infinite compagne ti può mostrare; e ricorditi che niuna cosa fatta da tanti, meritamente si può dire sconcia. Sèguita adunque noi, e la molto riguardata bellezza con la deità nostra vera ringrazia, la quale del numero delle semplici, a conoscere il diletto de’ nostri doni, t’abbiamo tirata.

Deh, donne pietose, se Amore felicemente adempia i vostri disii, che doveva io, e che potea rispondere a tante e tali parole, e di tale dèa, se non: Sia come ti piace? Adunque dico che ella già tacea, quando io, le sue parole avendo nello ’ntelletto raccolte, fra me