Pagina:Boccaccio - Filocolo (Laterza, 1938).djvu/474

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470 il filocolo

Filocolo giurando promise di fare quello che dimandato gli era, e la scorza rendé al dimandante, la quale cosí dall’albero fu ripresa come da calamita il ferro: e dettogli addio, co’ suoi si partí del luogo pieno di maraviglia, del nuovo caso ragionando co’ suoi. E parlando pervennero al loro ostiere, ove preso il cibo dieroro il corpo a’ notturni riposi. Salito il sole nell’aurora, Filocolo e i suoi compagni si levarono, e il cammino verso Partenope ripresero, e giá le tenebrose oscuritá della forata montagna passate, vicini al luogo dall’albero disegnato, pervennero. Quivi vaghi di vedere cose nuove, non sappiendo il luogo, né trovando cui dimandarne, andavano con gli occhi investigando, e ciascuna grotta pensavano essere la dimandata fonte: ma quella nascosa da frondi, quanto piú cercano piú s’occulta. Ciascuno guardava se vedesse alcuno che, dimandandolo, ne li certificasse. Niuno vedevano; ma Parmenione ascoltando udí di lontano risonare l’aere di tumultuose voci, per che chiamati gli sparti compagni, disse loro: «Se noi in quella parte andiamo dove io sento romore di gente, leggieri ci sará quello che cerchiamo di trovare». Piacque a tutti l’andarvi, e seguirono il suono, il quale, essendo da loro, quanto piú andavano, piú chiaro udito, gli faceva certi non deviare per pervenire a quello: al quale, dopo non grande quantitá di passi, lieti pervennro, e videro alquanti pastori, raccolti sotto fresche ombre, fare i loro montoni urtare insieme, e in merito del vincitore corone d’alloro essere poste da una parte; i quali, quando ad urtare venivano, ciascuno i suoi con voce altissima aiutava, e questo a vedere dimoravano piú altre persone, per accidente quivi, sí come costoro, venute. Filocolo fu co’ suoi a vedere con festa ricevuto; ove dimorato alquanto, fè uno de’ pastori dimandare della nascosa fontana. Questi disegnò loro il luogo, profferendosi di mostrarla, se a guardare non avesse la vincitrice mandria. Queste parole udirono due speziosissime giovani quivi venute con la loro compagnia a vedere, le quali, reputando non picciola cortesia agli strani giovani piacere, dissero: «Signori, ell’è a noi notissima, né greggia, né altro impedimento