Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/352

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
332 COMENTO DEL BOCCACCI

buone e utili componesse, nondimeno a chi legge il suo libro, il quale è intitolato sine titulo, assai chiaro può vedere, lui essere stato quasi più che alcun altro effemminato e lascivo uomo. E oltre a questo, nel libro il quale egli compose de Arte amandi dà egli pessima e disonesta dottrina a’ lettori. Appresso è ancora di questi Lucano, il quale come mostrato è, fu nella congiurazione pisouiana incontro a Nerone, il quale era suo signore: e quantunque iniquo uomo fosse, e niuna (secondochè Seneca tragedo scrive in alcuna delle sue tragedie) è più accetta ostia a Dio che il sangue del tiranno, nondimeno non aspettava a Lucano di volere esser punitore degli eccessi del signor suo. Dentro al castello pone Enea, il quale, secondochè Virgilio testimonia, con Didone alcun tempo poco laudevolmente visse, e oltre a ciò credono i più, che egli sentisse con Antenore insieme il tradimento d’Ilione sua città: il che oltre alla turpe operazione è gravissimo peccato. Ponvi similmente Cesare, il quale come mostrato è, fu incestuoso uomo, e di più donne vituperevolmente contaminò l’onestà: rubò e votò l’erario pubblico de’ Romani; e oltre a ciò tirannicamente occupò la libertà pubblica, e quella mentre visse tenne occupata. Appresso vi descrive Lucrezia, la quale quantunque onestissima donna fosse, nondimeno sè medesima uccise, il che senza grandissimo peccato non è lecito di fare ad alcuno. Scrivevi ancora il Saladino, il quale come noi sappiamo, in quanto potè fu nemico del nome di Cristo, adoperando e procacciando con ogni istanza il disfacimooto