Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/24

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16 COMENTO DEL BOCCACCI

tori si chiamò ghibellina, e furonne capo gli Uberti; e questa è quella parte alla quale messer Farinata dice, che gli antichi dell’autore furono fieramente avversi, siccome uomini i quali erano guelfi, e con quella parte teneano contro a’ ghibellin.

Sì che per due fiate gli dispersi,

cioè gli cacciai di Firenze insieme con gli altri guelfi: e questo fu la prima volta essendo l’imperador Federigo privato d’ogni dignità imperiale da Innocenzio papa e scomunicato, e trovandosi in Lombardia per abbattere e indebolire le parti della chiesa in Toscana, mandò in Firenze suoi ambasciadori; per opera de’ quali fu racceso l’antico furore delle due parti guelfe e ghibelline nella città, e cominciaronsi per le contrade di Firenze, alle sbarre e sopra le torri, le quali allora c’erano altissime, a combattere insieme, e a danneggiarsi gravissimamente: e ultimamente in soccorso della parte ghibellina mandò Federigo in Firenze milleseicento cavalieri; la venuta de’ quali sentendo i guelfi, nè avendo alcun soccorso, a di 2 di febbraio nel 1248, di notte s’usciron della città, e in diversi luoghi per lo contado si ricolsono, di quegli guerreggiando la città. È vero che poi venuta la novella in Firenze, come lo imperador Federigo era morto in Puglia, si levò il popolo della città, e volle che i guelfi fossero rimessi in Firenze e così furono, a dì 7 di gennaio 1250. La seconda volta ne furon cacciati, quando i Fiorentini furono sconfitti a Monte Aperti da’ Sanesi; per l’aiuto che i Sanesi ebbero dal re Manfredi, per opera di messer Farinata, il quale avea mandata la