Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/14

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fra quelli che potevansi consultare con agio e facilità. Due principalmente furono da me prescelti per guida


    to all’Ott. 89. del libro decimo della Teseide, fu trasformato in donare. O. 61. v. 61. E la forza che in voi tanto fioriva, Che molli donne vi faccian fuggire? E deve leggersi: È la forza di voi tanto cattiva che molli donne vi faccian fuggire? E. O. 63. Fuggitevi di qui vituperate, Po’ Marte non a voi, donne s’avviene, E delle vostre armi vi spogliate, E lasciate vestille a chi conviene. È Teseo che sgrida i suoi. Sembrerà assai strano l’avere appropriato un adiettivo femminino ai soldati greci, ed ecco come deve leggersi: Fuggitevi di qui vituperati, Poi Marte più che a voi, donne, sovviene, e delli vostri arnesi dispogliati Li lasciate vestire a chi conviene. O. 77. v. 6. Pervenghiamo, idiotismo giammai usato dai buoni trecentisti, invece di perveniamo, o pervegnamo. O. 90. v, 3. 4. Emergenti così invece di Emergenti casi. O. 94. v. 6. Gravando invece di Predando. O. 96. v. 3. Cerco in luogo di Cerchio. Le Ottave 99. 100 vedine il confronto. O. 106. v. 2. Pensier spermentati in vano, invece di pensiero ritrovato vano. O. 115. v. 8. Chiedendo comuno (ed è bravo chi l’intende) invece di Chiedendo con mano, O. 116. v. 5. È la regina delle Amazoni che parla. Non sare’ stato ardito Teseo giammai passare al nostro porto; Ma perchè non ci son, (i mariti) non ci ha ascoltate, Come vedete, e ci tiene assediate. E deve leggersi: non sarie stato ardito Teseo mai d’appressarsi al nostro porto: Ma perchè non ci sono e’ ci ha assaltate. Come vedete, e ancora assedïate. L’O. 123. oltre ad essere infedelissima, legge Madonna (e notisi che il discorso è indirizzato a due madonne) invece di Omai donne. O. 127. v. 7. Appreser possessione, non mai usato, invece di preser possessione. O. 132. Vedasi al confronto come era stata malmenata; per vezzo il sesto verso ha un piede di buona misura. O. 138. Le Amazoni lietamente sposate ai cavalieri di Teseo, e dopo il tedio della loro lunga vedovanza, è cosa ridicola il leggere che Le donne non sapevan che si fare, Ristorando il bel tempo ch’han perduto Mentre nel regno uom non era suto. Non era difficile, credo, l’accorgersi che dovevano ben sapere che si fare, e di fatto il Boccaccio aveva scritto. E le donne sapeano or che si fare, Sè ristorando del tempo perduto etc. E questo basti per non tediar di soverchio. Chiunque per altro voglia esercitare la sua pazienza istituendo un più esteso confronto fra l’edizione milanese e la presente, lo prego a prender di mira principalmente le ottave qui sotto notate. Libro II. Ottava 1. 2. 5. 8. 11. 17. 20 21. 22. 26 28. 29. 30. 35. 46. 47. 49. 53. 57. 61. 65. 70. 73. 74. 75. 87. 97. 98. 99.