Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/192

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174 LA TESEIDE


71


S’io questa donna non avessi amata,
     Com’io facea di tutto mio cuore,
     Questa battaglia non sarebbe stata:
     Ma per difender il leale amore
     Che io porto a Emilia, è incontrata
     L’aspra giornata piena di dolore:
     Or foss’io morto il giorno ch’a Teseo
     Prima tornai, nominato Penteo.

72


In questo punto tornò Palemone
     In sua memoria, e in piè si fu levato,
     Che altro non avea che stordigione,
     Per lo gran colpo, in sè di mal provato:
     E come ardito e franco il buon campione
     Davanti al petto lo scudo recato,
     Si vide presso che forte piangeva
     Il buon Penteo, a cui così diceva:

73


Leva su, cavalier, che io non sono
     Ancora vinto, perchè sia abbattuto:
     E se della tua spada il grieve tuono
     Mi spaventò, in me son rivenuto:
     E non creder però aver perdono
     Da me perchè pietoso t’ho veduto:
     E’ ti convien con forza e con valore
     Combatter meco d’Emilia l’amore.