Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/283

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LIBRO OTTAVO 265


14


E cominciar fra loro aspra battaglia
     Così appiè colle spade impugnate:
     E ciaschedun per lo suo si travaglia,
     Dando alla parte avversa gran collate,
     Sforzandosi per vincer la puntaglia;
     E ben mostravan lor gran probitate
     In mantenersi per ispazio molto
     Senza mai volger l’uno all’altro il volto.

15


Quivi rimase per misera sorte
     Artifilo Itoneo, il qual ferio
     D’una bipenne il buon Gremisso a morte:
     E mentre lui il suo fratello pio
     Volea levar, gli sopraggiunse il forte
     Eleno, che orgoglioso il perseguio,
     E lui uccise ancor similemente
     Allato al frate dolorosamente.

16


E innanzi si potesser riavere,
     Ciascun da’ suoi vi fur colpi assai dati,
     Perocchè l’uno l’altro ritenere
     Voleva, e dopo molto in ciò provati,
     Ed a ciascuno mancato il potere,
     Ammenduni a caval furon montati;
     Mercè di loro che gli aiutar bene,
     Oprando ciò ch’a tal cosa convene.