Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/418

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400 LA TESEIDE


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Là dove Emilia si vedea venuta,
     Che per lo bosco con Teseo cacciando
     Se n’andava, nè alcuno avea sentuta
     Questa battaglia: e vedevasi quando
     Quivi Teseo con parole partuta
     L’aveva, e come con lor ragionando
     Li riconobbe, ed il dato partito
     Preso da loro, e poi bene ubbidito.

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Vedevansi le feste de’ Dircei
     Che e’ facevan costretti da amore:
     E quivi ancora gli duci nemei
     Venir ciascun con sommissimo onore
     Vi si vedevano, acciocchè colei
     Sola ristesse dell’uno amadore;
     E poi le insegne a’ suoi da ciascun date,
     E come armati in esse fur mostrate.

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Eranvi i templi d’incenso fumanti,
     Ed il pigliar di lor prima milizia;
     Poi nel teatro insieme tutti quanti,
     E di diversi stromenti letizia
     Vi si vedeva, e tutti i lor sembianti;
     E come la battaglia lor s’inizia,
     E ciò che poi vi si fe’ quel giorno
     Tututto v’era di lavoro adorno.