Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/43

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LIBRO PRIMO 25


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A questa voce i legni fur tirati
     Quasi in sul lito, e volendo smontare,
     Già le scale poneano; quando alzati
     Gli occhi ad un bel castel vicino al mare
     Sopr’una montagnetta, onde calati
     I ponti, gente vidono avvallare
     Ben a cavallo armati, e in sulla rena
     In prima fur che ’l vedessono appena.

48


E quasi presi d’ogni parte i passi,
     Con archi in mano or qua or là correndo,
     Traendo le saette de’ turcassi
     Con viva forza givan difendendo
     Tagliate fatte avanti, e di gran sassi
     I balzi a grosse schiere provvedendo;
     Arpalice era questa che ’l faceva,
     A cui commesso Ippolita l’aveva.

49


Il gran Teseo magnifico barone
     Poichè co’ suoi alle terre pervenne,
     Vedendole guernite, per ragione
     Per savie donne in l’animo le tenne:
     Ed alquanto mutato d’opinione,
     Fra mar lo stuolo suo fermo ritenne;
     Poi fe’ ciascun de’ suoi apparecchiare,
     Diliberando pur volervi entrare.