Pagina:Boccella, Cristoforo - I 3 libri dell'arte amatoria ed il libro de'remedi d'amore (traduzione Ars Amandi di Ovidio).djvu/18

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Quanto fosti mai grande alìor che i tuoi ” Tirsi dovè temer l’India domata? ìli tu prode Garzon sotto gli auspicj (iy) Del Padre, l’armi tratterai vincendo. Sotto un nome sì chiaro aver tu dei I primi erodi menti, e come il Prence (20)

(19) Si rivolge il Poeta a Cajo, che fu adottato per figlio da Cesare Augusto. (20) Romolo dalle tre Tribù, nelle quali aveva distribuito il popolo romano, raccolse per ciascheduna cento uomini, che per nascita, per ricchezze, e per altri pregj erano i più riguar devoli. Furono questi chiamati Cavalieri, perchè trascelse quefsoli, che fosser meritevoli d } un Cavallo, su cui dovean combattere in difesa di lui; e si distribuirono in tre Centurie, che conservando il nome delle Tribù, dov y erano state raccolte, si chiamavano ife’Raminensi da Romolo, dei Tasienzi da Tazio Re de’ Sabini, e dei Luceri da Lucomone Re d 7 Etruria, che fu, come dicono, il fondatore della Citta di Lutea. Da Tarquinio Prisco p e da Servio Tullio vennero in seguito accresciuti di numero 9 senza mutar però il nome di Centurie; esercitarono poi varie luminose incombenze; e fu denominato il loro ordine Senatus Seminarium, perchè in esso scieglievansi i Senatori. A y i 5. di Luglio facevano i Cavalieri ogni anno splendidamente ia lor rassegna, mentre dal Tempio dell’Onore, che.; era situato fuori della città, andavano al campido ’ &IÌ 9 coronati d y ulivo? cìnti d y una purpurea veste det