Pagina:Bois - Sui confini della scienza della natura,1928.djvu/111

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 113 —

convinzione della libertà» dice egli «costituisce l’essenza dell’uomo. Si potrebbe anzi definir l’uomo, un animale che si crede libero... È assolutamente impossibile per l’uomo dimenticare un solo istante e rinunciare alla sua convinzione d’esser libero. Ecco dunque un primo punto. Secondo punto: esser convinto d’esser libero è la stessa cosa che esser libero in realtà? rispondo: non è la stessa cosa, ma produce nella morale gli stessi effetti. L’uomo è dunque libero, poichè è intimamente convinto d’esserlo, e ciò vale quanto la libertà. Ecco dunque il meccanismo dell’universo spiegato chiaro come l’acqua di fonte. Se ci fosse un solo essere libero nell’universo, non ci sarebbe più Dio. L’universo si sconvolgerebbe; e se l’uomo non fosse intimamente, essenzialmente convinto sempre d’esser libero, il morale umano non andrebbe più come va. La convinzione della libertà basta per stabilire una coscienza, un rimorso, una giustizia, delle ricompense e delle pene. Essa basta a tutto; ed ecco il mondo spiegato con due parole». (L’abate F. Galiani Corrispondenza ecc. di Lucien Perey e Gaston Maugras. I Parigi 1881. p. 483-484).

(34) V. sopra p. 34-35.

(35) Leibnitii Opera etc. p. 133: «si conserva non soltanto la stessa quantità di forza motrice, ma anche la stessa quantità di direzione verso qualunque parte la si prenda nel mondo. Vale a dire: conducendo una linea retta quale a voi piacerà, e prendendo pure dei corpi tali e tanti quanto vi piacerà, troverete, considerando tutti questi corpi insieme, senza omettere alcuno di quelli che agiscono su qualcuno di quelli che avrete presi, che