Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/188

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nello stesso istante, con lo stesso atto ella potesse esser a più soggetti intenta: basta che, mentre ella esercitava un atto d’amore verso Aminta, ritenea perٍ l’abito dell’amor di Niso, ed or verso l’uno or verso l’altro senza indugio gli affetti suoi movea. Cosi ella stessa appunto l’agitazione dell’animo suo in cotal forma descrive: Egli è ben ver che, mentre fra’ miei scuri pensieri vo pur talor fuor di me stessa errando, par che quasi di furto or Aminta ora Niso a sé tutta mi tragga; ma appena i’ dico allora: — Son tua, — che di repente sorge l’altro, e mostrando per mia cagion anch’egli squarciato il petto e i panni, a forza di pietà me gli ritoglie. Cosi ’n perpetua guerra, alternando fra loro brevissime vittorie, non so cui dar la palma, ma lascio ad ambidue, povera preda ed infelice, il core. (Atto II, se. 2). Ove molto bene appare che Celia con l’atto dell’uno ri- tenea l’abito dell’altro amore, e gli atti dell’uno e dell’altro con repente vicissitudine andava or verso Niso or verso Aminta esercitando, si che a ragion potea dirsi d’ambidue ad un tempo innamorata. Ma non son anche soddisfatto: vor- rei, astraendo dalle distinzioni dell’amor e del tempo, mo- strar assolutamente che si puٍ amar più d’uno ad un tempo. VI. Che assolutamente possa più d’uno amarsi ad un tempo provasi per autorità. — Gran maestri d’amore, Ovi- dio, l’Alamanni, il Tasso ed altri, han dimostrato assai chia-