Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/201

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amabilità era necessario che nell’uno e nell’altro tutte egual- mente concorressero le cagioni dell’amabilità, come suppone l’argomento che dianzi proponemmo del Conciliatore. Le ca- gioni dell’amabilità sono molte: grazia, bellezza, virtù, bene- ficio, cielo, natura ed altre, che altrove abbiamo apportate. Or di queste, alcune nell’uno e nell’altro de’ pastori erano appunto le stesse, altre non erano le stesse, ma erano atte a produr la stessa ragione d’amabilità; ed altre non erano le stesse, ma erano fra lor contrapesate. Era lo stesso l’amore che ambidue a Celia aveano egualmente dimostrato. Era lo stesso il beneficio che da amendue ella avea ricevuto, aven- dola essi con eguai prontezza e pericolo dalle mani del cen- tauro liberata. Era lo stesso il beneficio ch’ad ambidue ella avea fatto, con eguai cura alla guarigione delle lor piaghe intendendo; e lo stesso era il valore che in amenduni nel- l’abbattimento ell’avea scorto. Non eran forse le stesse, ma erano atte a produr la stessa ragione d’amabilità, la grazia, la bellezza ed altre lor virtù. Si che potea ben l’uno esser bianco, l’altro fosco; l’uno aver gli occhi neri, l’altro cerulei; l’uno esser forte, l’altro agile; l’un musico, l’altro poeta; ed essere nondimeno egualmente amabili, perché questi sono ac- cidenti che, quantunque di natura diversi, vaglion nondimeno a formar la stessa ragione d’amabilità. Non eran forse le stesse, ma eran contrapésate, il cielo, la natura ed altre. La natura era per Niso, il cielo per Aminta; ma quanto la natura inchinava Celia all’amor di Niso, che l’era nato fratello, tanto la ’nchinava il cielo all’amor d’Aminta, che l’era de- stinato consorte. D’onde appare che, benché sieno molte le cagioni dell’amabilità, e che in vari soggetti sia pur forza che variamente concorrano, non è perٍ inverisimile che nel modo che abbiamo esplicato anche con diverse cagioni lo stesso effetto si produca. Né con tutto ciٍ è necessario che la egualità prodotta da queste cagioni sia egualità matematica; basta che sia fisica, talmente che se l’amabilità d’Aminta e di Niso fosse posta in bilancia, non saria già bisogno che se ne rimanesse in un giustissimo equilibrio; basterebbe che se