Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/26

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Santi numi del ciel, se quando umile
a voi porsi i miei prieghi,
a queste membra esangui
vostro favor die vita,
date anco spirto a l’alma,
ora ch’io vo devoto
per adorare il sole e sciorre il voto.
I’ vo per adorare
il sol? Ma, lasso, e dove
è l’idolo del sole?
G vo per sciorre il voto
al sol, perché son vivo:
ma dov’è la mia vita?
Io non ti veggio, o Celia; e tu pur sei
la vita del mio core,
tu l’idolo del sole.
Ove se’? ove se’? ove t’ascondi?
Celia, folgor del cielo
venisti in un baleno
a ferire e sparire.
Tu mi fuggisti allor eh1 io non potea
trar da la morte il piede: or in qual parte
n’andrai ch’io non ti segua?
Per le più scure selve,
per le più cupe valli
godrٍ pur di seguire, ancorché ’n vano,
del leggiadretto pie l’orme fugaci;
godrٍ di gir lambendo
là ’ve tu poni il piede;
conoscerollo ai fiori,
ove saran più folti;
godrٍ di sugger l’aria
che bacia il tuo bel volto;
conoscerollo a l’aure,
ove saran più dolci ;
godrٍ d’ir vagheggiando