Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/307

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


  • *

Non cosí tosto la nostra Accademia publicَ per le stampe la Filli, pastorale del conte Guidubaldo de’ Bonarelli, che a un tratto qui e altrove s’udirono più strepitosi sussurri, perché quel nobile ingegno di finger nella persona di Celia due amori eguali ad un tempo avesse avuto ardire, stimando costoro che si fatta credenza altrettanto offendesse la maestà d’Amore quanto da prima empie e sacrileghe parvero agli Ateniesi l’accuse date a Socrate. E crebbe in guisa il bucinamento delle continue ragunanze, ch’e’ venne all’orecchie del conte medemo; il quale sentendo che l’opinione di quel doppio amor s’avea da molti non pur per contumace e ribellante, ma del tutto dissipita e senza fondamento, gli si commossero in guisa le viscere del paterno amore, che di render del suo trovato in publica accademia e con discorsi e con disputa- zioni severo conto e rigoroso non fu bastante a contenersi... Quei Discorsi adunque, che con tanta grazia il conte Guidu- baldo spiegٍ con la voce, quegli stessi con mirabil arte poco dopo distese con la penna, affinchè se, in quella guisa che Aiace, il più generoso guerriero (almeno trattone Achille) che con quella grande e poderosa oste si trovava a Troia, non poteva (secondoché scrivono alcuni) che nel fianco esser ferito, nella stessa, vedendo egli a questa una parte della sua favola, quasi che nel rimanente impenetrabil la giudicassero, dirizzati come a segno tutti i colpi altrui, da cosi forte piastra la tro- vasser difesa, che leggier danno qualunque più valoroso ed ostinato saettamento vi facesse. Egli appena avea ridotti i Discorsi nella presente forma, che venuto assai per tempo il di dell’ultima sua partenza, d’opera si fina e vaga reda lasciٍ la nostra Accademia; forse perché, se alla medema, se stesso privandone che n’era il padre, avea donata la Filli, questa fosse la dote onde più ragguardevoli apparissero le neglette sembianze di cosi nobile e timidetta pastorella. Ricevette il Collegio i Discorsi: i quali dopo essere stati per le mani di