Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/140

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chè le nostre istituzioni cadrebbero il giorno in cui il Governo si tenesse lontano dal Parlamento. (Applausi).

Il voto della Camera deve essere ancora una conferma di quella concordia nazionale, che non è un nome ma è una realtà e deve essere una realtà sempre più piena e più vigorosa. (Approvazioni). Se vogliamo davvero affrettare il compimento dei nostri voti, affrettare cioè la vittoria, ciascuno degli alleati deve recarvi il più compiuto, il più vigoroso e il più sentito dei concorsi (Approvazioni); onde il vostro voto deve significare alle Potenze alleate che se dubbi o discussioni hanno potuto sorgere in quest’aula rispetto ad esse, il pensiero concorde di questa Camera è di piena fiducia verso di loro (Bravo!), è d’intera persuasione che esse sono con noi, con tutto l’animo loro, e che noi dal canto nostro siamo e saremo con loro fino alla vittoria della libertà e della giustizia con tutti i nostri sforzi e con tutta la sincerità della nostra cooperazione. (Applausi!).

Onorevoli deputati, la concordia deve condurci ad allontanare dal nostro pensiero, finché la guerra dura, tutto ciò che non è rivolto alla guerra stessa. (Approvazioni). Noi siamo, e mi piace dichiararlo altamente, un Ministero che ha in sè rappresentanti di diversi partiti: ma io non mi sono mai accorto che vi siano partiti nel Ministero che ho l’onore di presiedere, perchè ho trovato in tutti i suoi componenti la più assoluta concordia di propositi davanti al sospiro e all’opera della Patria. (Vivi applausi).

Ho sentito in questi giorni parlare più volte della fronte unica che tutti gli alleati devono formare per conquistare presto la vittoria. Orbene, onorevoli colleghi,