Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/186

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intorno alle stelle più fulgenti della grand Repubblica Americana.

Tutti quanti unitevi all’opera del Governo, perchè non dobbiamo dimenticare i pericoli da cui siamo circondati, T opera di spionaggio e quella dei banditori di false notizie che in varie guise cercano di deprimere il sentimento delle famiglie lontane ed il sentimento dei soldati combattenti.

Voi ricordaste, amico Apolloni, che noi siamo qui in Campidoglio e che mercè questo Congresso tutta Italia è qui convocata; ci siete voi romani, voi con i ricordi di quella Repubblica del 1849 che così alta affermò la virtù latina: e voi che venite da Milano, dalla città delle Cinque giornate che ha visto sempre fuggire i tedeschi, che impressero quella lapide che l’Italia redenta ha spezzato a gloria di Milano ed a protesta che nessun’altra vittoria tedesca potrà mai ripetersi in Italia.

Ci siete voi, cittadini di Torino, dove Carlo Alberto mosse con le sue file alla prima guerra dell’Indipendenza italiana, e Venezia che pare non abbia mai fine nella sua virtù di sacrificio, nel suo patriottismo; l’Emilia che nel 1859 affermò l’unità d’Italia e Bologna che insegnò come si combatte contro gli austriaci e tutta la Romagna, anche socialista sì, anche repubblicana, ma sopratutto italiana. E Napoli che scuote nei suoi mari le catene dei suoi gloriosi galeotti e Palermo dove non cessano mai di suonare le campane e Firenze che dava all’Italia Niccolò Macchiavelli, il più grande precursore di Giuseppe Mazzini per l’unità della Patria.

Voi, On. Comandini, avete qui citato i versi del grande Poeta dei nostri giorni: ed io mentre sentivo quei versi